1920 21 Novembre 2016
Palazzo Re Enzo - Bologna
Salone del vino e del prodotto tipico dell'Emilia-Romagna
#enologica2016

Saraghina
Gardela
Otto
Bagonghi
Lasagnin Mezazarvela
Dottor Balanzone
Sganapino

Fagiolino
Sandrone
Pulonia
Sgorghiguelo
Flemma
Bargnocla
al Vigion
T�ll�in Cuccalla

Genius Loci,


il vino dell’Emilia-Romagna in 10 monografie
Sala del Quadrante, Palazzo Re Enzo.
Ingresso gratuito su prenotazione.
Prenotazioni a: comunicazione@enotecaemiliaromagna.it
Indicare numero e nomi dei partecipanti e un recapito telefonico.
Si accede agli eventi del Teatro dei Cuochi e del Genius Loci solo con il biglietto di Enologica.


Sabato, 19 novembre 2016.
Ore 12 (durata 35 minuti)
Un rosso di profumi. Il centesimino.
Relatore Daniele Cernilli

Un vitigno dimenticato tornato alla ribalta grazie al lavoro di un gruppo di appassionati produttori del territorio attorno alla Torre di Oriolo, nelle prime colline faentine.
L’origine del vitigno è misteriosa e la leggenda popolare lo vuole scampato alla filossera grazie ad una pianta isolata in un giardino faentino.
Il primo a coltivarlo nel dopoguerra fu Pietro Pianori, detto appunto Centesimino, al quale è dedicato il nome odierno del vitigno.
Un rosso complesso e parzialmente aromatico che è in grado di dare vini secchi dai grandi profumi floreali e passiti di straordinaria complessità.
Scopriamolo insieme attraverso la sua storia e l’assaggio di 3 diversi vini.

Sabato, 19 novembre 2016.
Ore 14 (durata 35 minuti)
Tra la collina e la pianura. Il lambrusco a Reggio Emilia.
Relatore Daniele Cernilli
Le identità del lambrusco nella provincia reggiana sono legate ai diversi territori di produzione, quelli della DOC Reggiano lambrusco, usata soprattutto in pianura e nella fascia pedecollinare, e quelli collinari che possono rivendicare la DOC Colli di Scandiano e Canossa. Si tratta di un incrocio di stili e vitigni con il grasparossa e il salamino protagonisti indiscussi.
A complicare questo piccolo viaggio le produzioni sempre più diffuse di vini rifermentati in bottiglia con il metodo ancestrale, un omaggio alla tradizione che sta arricchendo il panorama produttivo con piccole produzioni artigianali. Scopriamo questo territorio assaggiando 4 diversi lambruschi.

Sabato, 19 novembre 2016.
Ore 16 (durata 35 minuti)
Albana, l’anima contadina di un bianco che farà strada.
Relatore Daniele Cernilli
Un bianco che parla la lingua dei rossi, un vitigno che ha riconquistato in questi anni la sua originale identità.
L’albana consegna alla Romagna vini materici e asciutti, forti e cangianti, di grande carattere, sia dolci che secchi.
Scopriamo i territori storici di questo vitigno, i suoi biotipi e la incredibile capacità di esprimere vini fruttati o floreali a seconda del terroir di allevamento.

Sabato, 19 novembre 2016.
Ore 18 (durata 35 minuti)
Bûrson e Rambëla… autoctoni alla riscossa!
Relatore Gianmario Villa
La piccola comunità di produttori di Bagnacavallo, riuniti in un vivace consorzio, ha una scorta di storie e invenzioni da fare sognare qualsiasi appassionato.
In questi anni hanno valorizzato le produzioni del loro territorio di pianura con determinazione e coraggio, portando i due autoctoni del loro territorio in giro per il mondo.
Si tratta del rosso Bûrson, da uve Longanesi, e del bianco Rambëla, da uve famoso.
Il Longanesi è un vitigno di forza e volume, ricco di tannini e sfumature, salvato da Antonio Longanesi, al quale è dedicato, e promosso da Sergio Ragazzini, l’enologo-poeta che ha aggregato i produttori attorno ad un progetto bellissimo.
Il famoso, citato già all’inizio del Quattrocento come ha documentato in uno studio storico Marisa Fontana, è un’uva bianca semiaromatica in grado di regalare, anche in pianura, complessità e struttura.

Domenica, 20 novembre 2016
Ore 12 (durata 35 minuti)
Fortana, tra mare e terra. La storia di un vitigno di confine.
Relatore Giuseppe Carrus
Le sabbie del Delta del Po sono state un rifugio per questo vitigno, lo hanno protetto dalla filossera e lo hanno “nascosto” al mondo.
Oggi stiamo riscoprendo la cucina di questo mondo sospeso tra mare e terra e la fortana ha cominciato a far parlare di sé perché è la compagna ideale di anguille e caccia di valle.
Acidità sferzante e salata, tannini ruvidi e rarefatti, profumi che ricordano i frutti di rovo e i fiori delle valli.
C’è tanto da raccontare, soprattutto c’è da scoprire un rapporto con questo mondo che ha secoli di storia, dai monaci dell’Abbazia di Pomposa fino ai fiocinari dell’Ottocento, i coraggiosi (e disperati) contrabbandieri che animavano le notti delle Valli di Comacchio.

Domenica, 20 novembre 2016
Ore 14 (durata 35 minuti)
Esattamente lambrusco! I territori del lambrusco modenese.
Relatore Giuseppe Carrus
Pochi conoscono l’estrema specializzazione del lambrusco modenese: il grasparossa in collina sui terreni più poveri, il sorbara in pianura sui terreni sciolti che dividono il Secchia e il Panaro, il salamino, di casa a S. Croce, a “cucire” con eleganza vini tutto frutto e velluto.
Scopriamo il carattere dei diversi territori in un viaggio tra vini così diversi da mettere in crisi qualsiasi idea generica di lambrusco… l’inedito dove non te lo aspetti!

Domenica, 20 novembre 2016
Ore 15 (durata 35 minuti)
Romagna Sangiovese, l’educazione sentimentale di un territorio.
Relatore Giuseppe Carrus
La tradizione del sangiovese di Romagna è sempre stata contadina, povera e confinata tra le colline che preludono all’Appennino e le città che si susseguono sulla via Emilia.
Poi, 40 anni fa, la Romagna cominciò a guardare al suo rosso con occhi nuovi e con le prime esperienze di qualità arrivarono le ambizioni e le sfide.
Oggi siamo entrati in una prima maturità, quella delle menzioni geografiche, quella dei caratteri che si precisano sempre di più, delle barrique che pian piano lasciano il posto a pensieri di eleganza e freschezza, dei terroir che finalmente si possono leggere anche nel bicchiere.
Giuseppe Carrus ci accompagna nel racconto della Romagna di oggi, la più interessante di sempre.

Lunedì, 21 novembre 2016
Ore 12 (durata 35 minuti)
Gutturnio, un mosaico di terroir.
Relatore Antonio Paolini
Il Gutturnio è figlio di un pensiero contadino che in tutta l’Emilia ha messo a fuoco vini rossi figli di uve che insieme si completano. In questo caso i tannini e la morbidezza della bonarda con l’acidità e il colore della barbera. E infatti la storia di questo vino frizzante, protagonista delle osterie da Piacenza al Po, è popolare e bellissima. Solo dopo, nella seconda metà del Novecento, sono arrivate le ambiziose versioni ferme a sorprendere tutti e completare una identità sfaccettata che incrocia stili, suoli e territori delle quattro valli piacentine (Val d’Arda, Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone. Scopriamo questo territorio con Antonio Paolini e quattro vini straordinari.

Lunedì, 21 novembre 2016
Ore 15 (durata 35 minuti)
Pignoletto, il bianco che farà strada.
Relatore Antonio Paolini
Un bianco versatile, che trova complessità sui terreni poveri e variegati dei Colli Bolognesi e dei Colli Imolesi e piacevolezza sui terreni grassi della pianura tra Modena e Bologna.
Sono identità e ruoli diversi, ma la gente dell’Emilia Romagna ha capito che possono convivere e che anzi possono andarsene per il mondo a braccetto, a raccontare in questa regione non è solo e semplicemente il cibo ad essere straordinario, ma quella alchimia che qui si riesce a creare a tavola.
Per questo il Pignoletto cresce nei numeri e nella notorietà, fino a diventare una specie di scommessa per il futuro. E sarà vincente, ricordatelo fin da ora.

Lunedì, 21 novembre 2016
Ore 17 (durata 35 minuti)
Rimini, Adriatico in rosso.
Relatore Antonio Paolini.
Una piccola Bolgheri dell’Adriatico, un fronte di colline che guarda il mare e che dall’aria di mare viene accarezzato e condizionato.
Le argille calcaree di questo territorio hanno infatti un clima influenzato dalla presenza del mare con curve termiche che si addociliscono rinfrescando le estati e mitigando gli inverni.
Qui, per questa ragione, i vitigni bordolesi trovano eleganza, freschezza e una complessità fuori dall’ordinario.
Scopriamo insieme questa vocazione assaggiando tre tagli bordolesi che raccontano di una ambizione che porterà Rimini in giro per il mondo. In Romagna si può ancora sognare…

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