Tutti Pazzi per Enologica

ARE YOU EXPERIENCED? 2011

Le degustazioni di Enologica 2011



Una monografia sul sangiovese, un vitigno che può esprimersi in tanti modi diversi, sempre con grazia e sempre con una forza che viene fuori nel ritmo, con garbo. Al sangiovese sono dedicate tutte le degustazioni di Enologica 2011. Sarà un confronto costruito attraverso i grandi interpreti del vitigno e condotto dai giornalisti-degustatori più importanti d’Italia, perché non c’è identità senza consapevolezza e non c’è consapevolezza senza cultura.

I posti disponibili per ogni degustazione sono 25.
Le degustazioni sono prenotabili via telefono allo 0546-621111 oppure via email scrivendo a segreteria.enologica@gmail.com avendo cura di segnalare nome, cognome, numero partecipanti e un recapito telefonico.
Il costo di ogni degustazione è di 14 euro.
L’iscrizione non da diritto all’ingresso alla manifestazione.


NOV 18

Venerdì

ore 19.00

Castell’in villa.

Relatore: Gianni Fabrizio

I vini della principessa Coralìa Ghertsos Pignatelli della Leonessa sono un punto di incontro tra la cultura e la terra, e attraversano il tempo senza sforzi, sempre dritti e sobri, sempre lontani dal chiasso di un mondo del vino che regolarmente smentiscono. Non è un caso che siano diventati insieme a lei un vero e proprio mito del vino italiano, i testimoni rigorosi e austeri del loro territorio, il Chianti senese. Il suo è stato, fino al 1985, un progetto di vita condiviso con il marito, il diplomatico Riccardo Pignatelli con il quale aveva cercato a lungo un luogo magico per farne una dimora speciale. Il vecchio borgo fortificato di Castell'in Villa, dopo tanto cercare, li stregò. Il Chianti è arrivato dopo, quando nel 1975 si decide di produrre dei vini rossi da sole uve a bacca nera. Nel 1977 l'incontro con Giacomo Tachis, che li incoraggia nell'impresa e avrà un ruolo importante nella storia. Da allora Coralìa non ha più lasciato Castell’in Villa ed ha continuato a produrre dei vini incredibili, classici e fuori dalle mode.
ore 20.00

Dedicato a Giulio Gambelli.

Relatore: Carlo Macchi

Scriveva Luigi Veronelli: «Ogni volta che penso a Giulio – tante perché amo i suoi vini – ricordo le isteriche battaglie dell’Associazione Enotecnici Italiani. "Non avrebbe dovuto fare un lavoro consentito solo a chi aveva ottenuto il diploma". Giulio ne aveva ottenuti tanti, senza voti e senza scritture ma carichi di gesti passionali. … Giulio ha un anno più di me. Ho voglia dell’incontro. Per stringerlo forte a me e per farmi offrire un bicchiere di vero vino. Anche per avere il nome del giornalista della sua preferenza che scriva – per la mia collana "I Semi" – la sua biografia.» Quel giornalista sarebbe stato Carlo Macchi, il libro "Giulio Gambelli L'uomo che sa ascoltare il vino".
Ad Enologica 2011 gli dedichiamo una degustazione per conoscerlo anche attraverso i suoi straordinari vini.





NOV 19

Sabato

ore 16.00

Selvapiana, sangiovese di confine. Con Federico Giuntini.

Relatore: Armando Castagno

I vini della Rufina sono vini di confine, prodotti in alto, dove il sangiovese viene messo alla prova e si esprime su bocche taglienti e architetture sottili. Sono vini di una longevità impressionante che arrivano con disinvoltura a superare i cinquant’anni di vita e restare leggibili. Selvapiana è l’azienda di riferimento di questo territorio ed è oggi condotta da Federico Giuntini che ha scelto per noi le grandi annate di Bucerchiale, la riserva aziendale più importante.
Benvenuti in una grande storia.
ore 17.00

Sean O’Callaghan, very traditional wines.

Relatore: Dario Cappelloni

John Dunkley, un inglese divenuto uno dei più apprezzati produttori di Chianti Classico e la sua consorte italiana, Palmina, acquistarono a Gaiole la tenuta Riecine nel 1971 dalla vicina tenuta di Badia a Coltibuono. Ristrutturarono la vecchia villa in pietra annessa al terreno e iniziarono ad occuparsi delle vigne. La prima vendemmia di Chianti Classico di John, del 1978, fu immessa sul mercato tra le lodi generali. Nel 1992 John assunse a Riecine un giovane enologo, Sean O’Callaghan, come responsabile del processo di produzione vinicola. Da allora Sean non si è più mosso da lì e la sua esperienza è cresciuta fino a fare di Riecine un riferimento per lo stile più classico del Chianti Classico. Oggi Sean conduce Riecine (condivide la proprietà con Gary J. Baumann, un americano che vive a Milano e che l’acquistò nel 1996 da Dunkley) e fa il consulente per alcune piccole ed interessanti realtà come ad esempio Val delle Corti.
ore 18.00

Il sangiovese, un’arte di famiglia. Con Franco e Marco Bernabei.

Relatore: Giuseppe Carrus.

I Bernabei, padre e figlio, sono due grandi enologi, ma soprattutto sono degli specialisti di sangiovese, due professionisti che hanno fatto la storia del vino in Toscana ed anche in Romagna. Sono stati e sono consulenti di tante aziende importanti (basti pensare a Selvapiana, Felsina, Fontodi, Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari, Il Molino di Grace, Drei Donà e Podere la Berta in Romagna) dove hanno sempre lavorato con grande rispetto del carattere del sangiovese e con una coerenza che è stata, oggi lo possiamo dire, preziosa per tutti.
ore 19.00

Tutte le lingue del sangiovese. Con Fabrizio Moltard.

Relatore: Giampaolo Gravina

Fabrizio Moltard, toscano nonostante il cognome francese, ha cominciato la sua carriera di enologo accanto ad Angelo Gaja, occupandosi dei progetti di Bolgheri e Montalcino. Poi ad un certo punto si è sentito maturo per una carriera autonoma che lo ha portato a vinificare il sangiovese in tutti i suoi territori, dalla Romagna fino alla costa toscana, passando per la Rufina, il Chianti Classico e Montalcino. La sua è quindi una straordinaria esperienza di interprete e questa degustazione un viaggio tra i suoi vini, ma anche tra i racconti dei tanti sangiovese che ha imparato a conoscere e rispettare.
ore 20.00

Castello di Monsanto. Con Laura Bianchi.

Relatore: Antonio Boco

La storia del Castello di Monsanto inizia nel 1962 quando viene vinificata la prima vendemmia. Subito si intravvede un grande carattere nel vino e il vigneto Il Poggio viene ripulito e sistemato. Sarà il primo cru del Chianti Classico. Nel 1968 Fabrizio Bianchi, in grande anticipo sui tempi, decide di eliminare le uve bianche dai suoi Chianti Classico. Questa capacità di visione accompagna da lì in poi l’azienda in tutte le scelte facendola essere sempre moderna e classica allo stesso tempo. La riserva di Chianti Classico Il Poggio è diventata così un grande mito toscano e la riserva storica dell’azienda è la più grande riserva del Chianti Classico.
Ad Enologica 2011 una grande verticale di questo vino.





NOV 20

Domenica

ore 15.00

Naturalmente sangiovese.

Relatori: Lorenzo Ruggeri

Sarà forse un destino, di sicuro il territorio faentino è da sempre il laboratorio delle idee del vino romagnolo. Lo è anche oggi con un gruppo di produttori che produce vino nel modo più tradizionale e naturale possibile, usando tanta sensibilità e tanta passione. Sono Paolo Babini (Vigne dei Boschi), Stefano Bariani (Fondo San Giuseppe), Andrea Bragagni, Paolo Francesconi, Filippo Manetti (Vigne di San Lorenzo), Emilio Placci (Il Pratello) e i loro vini stanno conquistando per un carattere puro e un linguaggio coraggioso.
Incontriamoli insieme ad un giovane e talentuoso giornalista, Lorenzo Ruggeri.
ore 16.00

Fattoria Zerbina, Pietramora in verticale.

Relatore: Fabio Giavedoni

Nell’ottobre del 1985 a Marzeno, nelle prima colline faentine, una ragazza lombarda è impegnata nella sua prima vendemmia. Si chiama Cristina Geminiani, nessuno la conosce, ma soprattutto nessuno può sapere con quanta ostinazione e determinazione si è messa in testa di produrre grandi vini in Romagna. La sua caparbietà, la coerenza, la continuità, l’idea che "fare le cose per bene" sia l’unica strada possibile hanno alimentato una esperienza fondante per tutta una zona, una esperienza che ha dato e continua a dare tanto alla Romagna, anche più di quanto si sia ancora realmente compreso. La incontriamo con una verticale del suo vino più importante.
ore 17.00

Poggio Antico, Montalcino.

Relatore: Alessandro Bocchetti

I vigneti di Poggio Antico, ad un'altezza media di 450 metri sul livello del mare, sono fra i più elevati di Montalcino e sono in un luogo di grande bellezza. Per questo la famiglia Gloder, ormai 40 anni fa, comprò questa terra, per farne un luogo di affezione che potesse essere un rifugio e un’oasi di pace. Una giovanissima Paola Gloder però ci vide tutt’altro e, quando ancora Montalcino era un territorio sconosciuto, cominciò a viaggiare per il mondo per promuovere i suoi vini con tanto entusiasmo e un ottimismo che confinava con il senso di avventura degli anni ’70. Il successo è arrivato, ma lei non ha mai smesso di testimoniare l’amore per il suo territorio e di raccogliere premi (il suo è forse l’azienda più premiata idi Montalcino!).
La incontriamo con i suoi vini in un percorso che racconta una storia straordinaria.
ore 18.00

L’essenziale del sangiovese. Con Maurizio Castelli.

Relatore: Pierpaolo Rastelli

Maurizio Castelli – enologo di aziende importanti come Badia a Coltibuono, Piancornello, Col d'Orcia – è considerato da tutti uno specialista di sangiovese ed è tra quelli che ha sempre difeso l’identità più profonda del vitigno. Castelli, che oggi lavora anche in Romagna nell’azienda Poderi Morini, ha sempre pensato che la diversità di espressione del sangiovese fosse un valore e ha cercato di difenderla senza cercare gerarchie territoriali e rispettando quel carattere fatto anche di vuoti e di passaggi silenziosi, di bocche sottili e scarne, di vini duri e pieni di vita.
I suoi vini in una degustazione che racconta una storia di stili territoriali.
ore 19.00

Io e il sangiovese. Con Francesco Bordini.

Relatore: Daniele Cernilli

Francesco Bordini
è un giovane enologo che sta affinando una sensibilità rara per il sangiovese e una capacità di lettura dei territori romagnoli che ha pochi paragoni. Lo incontriamo in un percorso che ragiona, attraverso i vini, sui suoli, le esposizioni, l’altitudine delle vigne, le vinificazioni, i tempi di macerazione, le tecniche di affinamento.
La sua sarà una lezione rara, sospesa fra la teoria e la pratica, tra quello che la natura concede e la volontà dell’uomo.









Via Risorgimento, 3 - Nei navigatori GPS impostare Via Oberdan angolo via Risorgimento, Faenza Ingresso: €16,00  Abbonamento: € 20,00Kit calice degustazione compreso nel biglietto
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